Pillole domenicali

Essere per - Domenica XXV - Anno B -

Lungo la strada più volte l’annuncio della sua prossima “fine”

Immagini e parole poco consone all’idea di grandezza che gli apostoli e noi, pensando al Cristo Figlio di Dio, ci immaginiamo. Solo en passant è detto che “il 3° giorno risorgerà” …. quasi un contentino per gli ascoltatori, ma gli apostoli avevano altre ambizioni … chi è il più grande?

Allora Gesù li chiama in disparte per catechizzarli sulla piccolezza, sul servizio, ben rappresentati dall’immagine di un bambino. Non il bambino secondo i nostri stereotipi (candore, innocenza) ma in esso  c'è l’immagine della semplicità, della disponibilità e della fiducia totale verso chi l’avvicina (che se sono malintenzionati sono predisposti all'abuso, e ad ogni genere di male nei loro confronti). I bambini sono esempi di esseri manipolabili, deboli, fragili, facilmente “seducibili” e pertanto indifesi. La chiesa deve accogliere i PICCOLI DELLA TERRA, chi è minacciato…abusato. A questo proposito Gesù dice: “Ogni volta che avrete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avrete fatta a me!”…

Il Vangelo di oggi presenta il secondo annuncio della Passione fatto da Gesù ai suoi: “Il Figlio dell’uomo dovrà molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare”.  L’evangelista soggiunge che i discepoli “non comprendevano queste parole”.

L’esempio di Gesù, venuto non per essere servito ma per servire e dare la sua vita, è il modello di piccolezza che attira l’attenzione di Dio.

Prima considerazione:

  • “egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro” (2 Cor 5,14-15);
  • “se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri” .

Seconda:

Gesù “ha dato se stesso per i nostri peccati” (Gal 1,4 - Rm 4,25),

  • “siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo” (Rm 5,10),
  • siamo stati liberati “con il sangue prezioso di Gesù Cristo, come di agnello senza difetto e senza macchia” (1 Pt 1,18-19)

Ora tocca a NOI: “Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme” (1 Pt 2,19-21). 
Noi dobbiamo convertirci ed accostarci con piena fiducia al trono della grazia, trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno” (Eb 4,16). 
È una grazia per chi conosce Dio subire afflizioni... Se facendo il bene sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio”.
“Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Gal 5,24). 
“Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

Lo capiamo, sì o no?

 

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